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Podcast: I brand non vogliono influencer. Vogliono annunci economici mascherati da UGC

In sintesi

  • I brand danno priorità al ritorno, alla conversione e alla scalabilità rispetto alla portata e alla visibilità.
  • L’UGC permette di creare diverse versioni, testare gli hook e scalare i contenuti con il paid media.
  • Rispetto a una collaborazione con influencer, l’UGC offre maggiore controllo sul targeting, sul retargeting e sulle performance.
In questo articolo

Per anni, i brand investivano negli influencer cercando portata, immagine e visibilità.

  • Follower.
  • Like.
  • Esibizionismo.
  • Awareness.

Ma qualcosa è cambiato. Oggi, la maggior parte dei team di marketing non chiede più soltanto quante visualizzazioni ha un video. Si pone un’altra domanda, molto più scomoda:

  • ¿Vende?
  • Converte?
  • Funziona negli annunci?
  • Si può scalare?
  • Genera ritorno?

Ed è uno dei motivi per cui l’UGC sta crescendo così rapidamente. Perché molti brand non vogliono più influencer (Influencer vs UGC). Vogliono un ritorno sui propri investimenti, e questo si ottiene con UGC Ads.

Ascolta l’episodio completo

Nel podcast di HICARI parliamo più approfonditamente di:

  • UGC vs influencer marketing
  • Come i brand stanno cambiando i propri budget
  • Perché TikTok ha cambiato la pubblicità
  • Verso dove si sta dirigendo il contenuto sui social media

🎙️ Ascoltalo qui:

SpotifyAscolta su Spotify (si apre in una nuova scheda)

Il grande cambiamento: dalla portata alle performance

Qualche anno fa era relativamente semplice giustificare una collaborazione con influencer.

La logica era:

“Ha un pubblico ampio, quindi avrà un impatto.”

E sì, molte campagne funzionavano. Ma ora il contesto è diverso:

  • i costi di acquisizione sono aumentati
  • la concorrenza nel paid media è enorme
  • i brand devono giustificare gli investimenti
  • e ogni euro deve generare un ritorno

Per questo sempre più aziende si pongono questa domanda:

“Spendo 1.000€ per un influencer… o realizzo diversi video UGC e li scalo con il paid media?”

Ed è qui che la strategia cambia completamente.

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Influencer vs UGC + Paid Media

Immaginiamo due scenari.

Opzione A: Influencer

Il brand investe 1.000€ in un influencer.

Ottiene:

  • 1 Reel
  • Forse 1 story
  • Visibilità ridotta (le collaborazioni con i brand riducono gli impatti abituali degli influencer fino a meno della metà)

Inoltre, se il contenuto sembra troppo pubblicitario, probabilmente funzionerà male. A meno che tu non sia un grande brand come L’Oréal, Zara o Apple, la maggior parte degli utenti scorrerà oltre non appena rileverà un annuncio troppo evidente.

Opzione B: UGC + Ads

Ora immaginiamo un altro scenario.

Il brand investe:

  • 180€ in un video UGC
  • Il resto in pubblicità su piattaforme come Meta o TikTok Ads.

Cosa ottiene? Controllo. ROI (Come misurare il ROI dell’UGC)

Può:

  • Segmentare i pubblici
  • Fare retargeting
  • Testare diversi hook
  • Lanciare diverse versioni
  • Scalare ciò che funziona

Ed è proprio questo il punto:

I brand non comprano più contenuti. Comprano performance.

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Sull’autore

Miguel Palau

CMO / Cofounder HICARI

Scrive di UGC, contenuti per i social e Paid Media partendo dai progetti che gestiamo ogni giorno in HICARI.

Domande frequenti

Perché l’UGC sta crescendo tra i brand?

Perché i brand devono giustificare i propri investimenti e cercano contenuti che convertano, funzionino negli annunci, possano essere scalati e generino un ritorno.

Quali vantaggi offre combinare UGC e pubblicità?

Permette di segmentare i pubblici, fare retargeting, testare diversi hook, lanciare diverse versioni e scalare ciò che funziona su piattaforme come Meta o TikTok Ads.

Qual è la differenza tra investire in un influencer e creare UGC?

Una collaborazione con un influencer può offrire un Reel e forse una story, mentre l’UGC permette di produrre video e utilizzare il resto dell’investimento in pubblicità per puntare alle performance.

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