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L’errore di usare l’UGC solo parlando in camera (e come farlo bene)

In sintesi

  • Ridurre l’UGC al parlare in camera limita la differenziazione a causa della saturazione, della bassa capacità di trattenere l’attenzione e della percezione di pubblicità.
  • I formati con storie, situazioni quotidiane, umorismo o immedesimazione possono migliorare la capacità di trattenere l’attenzione e l’interazione.
  • Per farlo bene, pensa alle scene, scrivi una sceneggiatura semplice e scegli creator adatti alla storia.
In questo articolo

Gli UGC sono diventati una delle pietre angolari di ogni moderna strategia di marketing digitale (scopri qui come realizzare una strategia di marketing digitale nel 2026). I brand di ogni dimensione li utilizzano, dall’e-commerce al B2B, perché comunicano autenticità e riducono la percezione di “pubblicità tradizionale”, risultando ideali per l’organico, il paid o un mix.

Tuttavia, oggi esiste un errore diffuso che ne limita molto l’impatto: ridurre gli UGC a persone che parlano davanti alla videocamera. Questo formato può funzionare… finché tutti non fanno la stessa cosa. E quando tutti fanno la stessa cosa, smette di distinguersi.

In questo articolo analizziamo perché questo semplice modo di fare UGC non è più sufficiente (in molti casi) e quali formati alternativi puoi usare affinché i tuoi contenuti funzionino davvero — sia organicamente sia nelle campagne a pagamento.

Molti brand pensano che UGC = parlare davanti alla videocamera. E invece no.

Gli UGC non sono solo:

  • Qualcuno davanti a uno sfondo bianco
  • Che spiega le caratteristiche del prodotto
  • Con un tono neutro o aziendale

Questo può essere un video, certo, ma non è tutto ciò che sono gli UGC. Limitarsi a questo formato fa apparire i tuoi contenuti uguali a quelli dei tuoi concorrenti… e questo uccide la differenziazione.

Qui i più puristi parleranno di come sono nati gli UGC e bla bla bla… Anche Instagram è nato come social network per le foto, e guardate cos’è oggi. Mente aperta ed evoluzione, ragazzi.

Perché gli UGC in cui si parla davanti alla videocamera non funzionano più così bene

Ci sono fondamentalmente 4 ragioni per cui questo formato ha smesso di distinguersi, anche se ciò non significa che non possa funzionare bene a seconda del cliente e della strategia:

Saturazione

Molti creator e brand usano lo stesso approccio: una persona che parla davanti alla videocamera seguendo uno script breve. Lo spettatore “fiuta” il formato e lo ignora.

Bassa retention

I video statici senza narrazione tendono a perdere l’attenzione nei primi 2–3 secondi, per quanto possa essere efficace il tuo hook.

Poca interazione

Non invitano a commentare né a condividere, perché non suscitano emozioni forti né presentano situazioni in cui identificarsi. E questo danneggia l’organico (per il Paid va bene).

Percezione di pubblicità

Se sembra un messaggio aziendale mascherato da spontaneo, il contenuto non riesce a creare fiducia.

Questo fenomeno si osserva, per esempio, in numerosi formati di TikTok, dove i contenuti più nativi non mostrano una persona che parla frontalmente, ma sviluppano idee a partire da situazioni quotidiane o da video in stile POV.

Il vero problema non è il creator, ma l’approccio

Il creator non è il messaggio. Il creator è il mezzo che interpreta una storia.

Quando il tuo unico obiettivo è “fargli dire qualcosa sul tuo prodotto”

Finisci per ottenere video monotoni che non creano connessioni. Questo accade perché l’attenzione del pubblico si conquista con:

  • Situazioni riconoscibili
  • Storie
  • Umorismo
  • Emozione
  • Conflitto e risoluzione

Se i tuoi UGC non raccontano nulla oltre a “questo è un buon prodotto”, nessuno resterà a guardarli fino alla fine.

Formati UGC che funzionano meglio del semplice parlare davanti alla videocamera (a volte)

Ecco alcuni formati alternativi che aiutano a far risaltare i tuoi contenuti senza perdere autenticità:

UGC in stile VLOG

Racconta una storia. Cattura l’attenzione, mantienila, crea connessione.

Esempio: un creator registra “una giornata facendo X”, mostrando cosa fa e dove si trova, e inserisce in modo del tutto naturale e organico un servizio o prodotto che aggiunge valore. Questo genera retention perché c’è una narrazione.

TikTokGuarda su TikTok (si apre in una nuova scheda)

Ed è qualcosa che TikTok stesso consiglia nei suoi Ads: l’uso del POV nei suoi Ads.

POV (Point of View)

Questo formato mette lo spettatore nei panni del creator.

Esempio: “POV: torni a casa dopo una lunga giornata e questo ti fa sentire meglio…” Non è necessario mostrare completamente il volto; lo spettatore si identifica con la scena.

Sketch breve

Mini-storie con umorismo, conflitto o che cercano di immedesimarsi nell’utente e creare empatia. In definitiva, un contenuto in cui l’utente possa riconoscersi invita alla condivisione, e sui social questa è pura magia.

Esempio: “Quando provi a usare male il prodotto X… vs com’è nella vita reale”. Questo tipo di video genera spesso commenti e condivisioni perché fa ridere o suscita immedesimazione.

TikTokGuarda su TikTok (si apre in una nuova scheda)

Stile reporter / interviste

Domande per strada o a utenti reali sulle loro esperienze.

Esempio: chiedere “come lo usi?” o “cosa cambieresti di X?”. Questo genera UGC molto spontanei e una social proof autentica.

TikTokGuarda su TikTok (si apre in una nuova scheda)

Situazioni quotidiane

Momenti genuini, senza uno script formale.

Esempio: qualcuno che cerca di aprire un pacco, reagisce spontaneamente, oppure mostra la vita reale o racconta un problema (come nel caso del nostro cliente Mood Earplugs). Questo tipo di video sembra autentico e di solito trattiene meglio l’attenzione rispetto a un discorso piatto.

InstagramGuarda su Instagram (si apre in una nuova scheda)

Eccezione in cui questo formato funziona bene

Un esempio chiaro è quello del nostro cliente MasterD, che crea video testimonial parlando in camera per le sue campagne social (qui puoi vedere alcuni esempi); questo gli permette di produrre contenuti in modo scalabile per tutti i suoi corsi, utilizzando una struttura efficace che consente di generare rapidamente nuovi contenuti.

Formati UGC parlando in camera
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Perché questi formati funzionano meglio

I contenuti che connettono di solito hanno:

  • Maggiore retention. L’utente rimane più a lungo a guardare perché c’è qualcosa di diverso dal solito: una storia da raccontare, un problema da risolvere, una situazione quotidiana (sketch). E una maggiore retention significa una maggiore portata organica e una maggiore probabilità di click (CTR) nelle campagne Paid.
  • Maggiore interazione. I formati che invitano a riconoscersi, a ridere o a reagire generano più commenti e condivisioni. E più click.
  • Minore percezione di “pubblicità”. Quando il contenuto sembra un aneddoto reale, non una proposta di vendita, viene percepito come contenuto di valore, non pubblicitario.
  • Migliori performance negli annunci UGC. Gli algoritmi di Meta e TikTok preferiscono video che sembrano organici, non annunci patinati.

Come iniziare a fare UGC bene (senza complicarti la vita)

  1. Per prima cosa, utilizza la piattaforma di HICARI per creare contenuti in modo scalabile
  2. Secondo, se hai dubbi, lascia che ti consigliamo

Se vuoi procedere in autonomia, ecco una semplice tabella di marcia:

1. Pensa alle scene, non alle frasi

Prima di registrare, definisci quale situazione mostrerai. Quale problema risolveremo e quale scenario vogliamo presentare. Non “quale frase dirà”.

2. Scrivi una sceneggiatura semplice

Non ti serve una sceneggiatura cinematografica di due pagine.

Come creare una buona richiesta di contenuto UGC.

3. Scegli i creator come attori

Non far parlare chiunque ti colpisca a prima vista. Scegli persone adatte al ruolo e alla storia che vuoi raccontare.

Errori comuni quando si lavora con UGC

Evita questi errori se vuoi crescere:

  • Improvvisare senza un’idea chiara
  • Forzare un discorso aziendale
  • Copiare i trend senza contesto
  • Parlare del prodotto senza mostrare il contesto
  • Usare sempre lo stesso formato

L’UGC consiste nel mostrare, non nel dire

Ridurre l’UGC al “parlare in camera” è un errore strategico. L’UGC che funziona è quello che:

  • Crea situazioni
  • Genera emozioni
  • Trasmette significato
  • Sembra autentico
  • E risulta naturale

Se vuoi che i tuoi contenuti non si limitino a essere guardati… ma convertano, trattengano l’attenzione e coinvolgano, pensa prima a quale storia vuoi raccontare e poi a chi la interpreterà.

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Sull’autore

Miguel Palau

CMO / Cofounder HICARI

Scrive di UGC, contenuti per i social e Paid Media partendo dai progetti che gestiamo ogni giorno in HICARI.

Domande frequenti

Quali formati UGC possono funzionare meglio del parlare in camera?

Puoi provare video in stile VLOG, POV, sketch brevi, interviste o in stile reporter, oltre a situazioni quotidiane. Questi formati aiutano a raccontare storie, creare immedesimazione e risultare più naturali.

Quando può funzionare bene l’UGC parlando in camera?

Può funzionare per determinati clienti e strategie. MasterD utilizza video testimonial parlando in camera per le sue campagne social, con una struttura che gli consente di creare contenuti per i suoi corsi in modo scalabile.

Come posso iniziare a creare UGC in modo più efficace?

Pensa prima alla scena, al problema e allo scenario che vuoi mostrare, invece di concentrarti su una frase. Poi scrivi una sceneggiatura semplice e scegli creator adatti al ruolo e alla storia.

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