In sintesi
- Le marche valutano la performance dello UGC con un 7,32 su 10, al di sopra della sua importanza strategica.
- Negli annunci, migliora prima il CTR e poi la conversione e il ROAS; nei contenuti organici, spiccano la copertura e le visualizzazioni.
- Il problema principale non è la performance, ma misurare il ROI con un tracking chiaro prima di lanciare le campagne.
In questo articolo
Sono Miguel, cofondatore di HICARI, e questa è la domanda, con tanto di ammiccamento, che mi sono sentito rivolgere più spesso dalle aziende che non hanno ancora provato la UGC: “va bene, ma… funziona davvero o è una moda?”. È una domanda sensata da porsi prima di spostare il budget su un nuovo canale: chiunque vuole delle prove. A maggior ragione se ha avuto qualche brutta esperienza in precedenza.
Quindi, invece di rispondere con la solita opinione, abbiamo attinto ai dati del I Studio UGC Spagna: 1.012 richieste reali gestite sulla piattaforma e un sondaggio tra i brand che già utilizzano la UGC. Ecco cosa dicono i numeri sul fatto che funzioni, su quanto funzioni e sul perché quasi nessuno sappia dire con certezza quale sia il ritorno.
Altri riepiloghi dello Studio UGC 2026:
La buona notizia: funziona, e meglio del previsto

I brand valutano l’importanza strategica della UGC con un 6,53 su 10. Ma se chiedi loro quali risultati abbiano ottenuto concretamente, il voto sale a 7,32 su 10. La UGC rende più di quanto suggerisca la sua posizione nel piano editoriale, cosa che nel marketing accade quasi mai, dove normalmente le aspettative precedono i risultati.
In altre parole: i brand che la provano lo confermano con i fatti, non con le intenzioni. Se stai ancora esitando, stai dubitando di qualcosa che, per chi la prova, funziona meglio del previsto.
Dove si nota il risultato: prima ti vedono, poi ti comprano
Analizzando i diversi canali, emerge lo stesso schema sia nel paid sia nell’organico.
Nelle campagne a pagamento (ads):
- Miglioramento del CTR negli annunci, la metrica riportata dal maggior numero di brand
- Miglioramento della conversione
- Miglioramento del ROAS
Questo ti interessa davvero: Test A/B Meta Ads: video UGC vs immagine statica

Nei social organici:
- Maggiore portata / visualizzazioni, il risultato citato più spesso
- Contenuti percepiti come di maggior valore
- Miglioramento dell’engagement
- Miglioramento della retention

In entrambi i casi, ciò che migliora per primo è l’attenzione (CTR, portata) e solo dopo la profondità (conversione, engagement). È logico: un video con un’estetica da creator si integra nel feed come contenuto, non come pubblicità, quindi è nel primo clic, nel primo arresto dello scroll, che la differenza si nota maggiormente. E proprio quel primo passo è il più costoso da ottenere con qualsiasi altro formato.
Il problema non è che non funzioni. È che quasi nessuno la misura
Ecco il dato dello studio che mi preoccupa di più, ma che nasconde anche la maggiore opportunità: quando abbiamo chiesto ai brand se avessero misurato il ROI specifico delle loro campagne UGC, le risposte si sono distribuite tra chi misura con codici di tracciamento, chi ammette di non aver visto un ritorno chiaro e chi non dispone direttamente di queste informazioni perché se ne occupa un altro team (il paid media, per esempio).
In altre parole: oggi la maggior parte degli investimenti in UGC viene effettuata senza un tracking chiaro del ritorno. Non è che la UGC non funzioni: sono pochissimi i brand che hanno predisposto un sistema per dimostrarlo con i propri numeri.
Questo si collega direttamente a un altro dato dello studio: quando abbiamo chiesto quale fosse la maggiore difficoltà legata alla UGC, “misurare i risultati” è emerso come uno dei punti di frizione, anche se molto indietro rispetto a trovare il creator giusto e alla qualità dei contenuti. È un problema reale, solo che i brand lo considerano ancora meno prioritario di quanto dovrebbero.
Vuoi video UGC che funzionino per il tuo brand?
Crea gratuitamente il tuo account brand e ricevi proposte dai creator. Paghi solo per video.
Se dubiti che valga la pena investire, ecco cosa ti direi

Non serve iniziare con un budget elevato. Il 72% dei brand che già utilizzano la UGC spende meno di 1.000€ al mese, e molti meno di 300€. Non è una scommessa tutto o niente: è un canale che si può testare con un budget di prova concreto e scalare in base a ciò che osservi nei tuoi numeri.
Ciò che ti consiglio fin da subito: configura il tracking prima di lanciare la prima campagna, non dopo. Codici UTM, pixel di conversione propri per ogni contenuto, confronto diretto con i tuoi contenuti attuali. Così non finirai per essere uno dei brand che utilizza la UGC ma non sa dire con certezza se stia funzionando: avrai la risposta nei dati, non nelle sensazioni.
Qual è la red flag della UGC?
Lo UGC non ha un problema di performance. Ha un problema di misurazione. I dati dimostrano che funziona, e funziona meglio di quanto le marche si aspettino; ciò che manca è che più marche si organizzino per poterlo dimostrare con i propri numeri, invece di intuirlo:
- Test A/B negli annunci con formati tradizionali (statici, spot del brand…)
- UGC vs altri contenuti sui social organici…
Se vuoi vedere il resto dello studio: prezzi reali, cosa cercano le marche in un creator e come l’IA si sta posizionando rispetto allo UGC. Ecco il report completo:
HICARI · Studio UGC 2026 Scarica lo studio completo, gratis 1.012 richieste reali alla piattaforma e un sondaggio tra marche di riferimento come Iberdrola, Flexicar, MasterD, Impress, in un unico report. Scarica lo studio gratis →
Domande frequenti
Quali risultati migliora lo UGC nelle campagne a pagamento?
Nelle campagne a pagamento, le marche segnalano principalmente un miglioramento del CTR negli annunci, seguito da miglioramenti nella conversione e nel ROAS. L’attenzione tende a migliorare prima della profondità del risultato.
Perché molte marche non riescono a dimostrare il ritorno dello UGC?
Perché gran parte dell’investimento viene effettuata senza un tracking chiaro del ritorno. Alcune marche utilizzano codici di monitoraggio, mentre altre non rilevano un ritorno definito o non hanno accesso ai dati gestiti da un altro team.
Come raccomanda lo studio di testare lo UGC?
Si può iniziare con un budget di prova e aumentare l’investimento in base ai propri numeri. È inoltre consigliabile impostare il tracking prima di lanciare la prima campagna, con codici UTM, pixel di conversione e un confronto con i contenuti attuali.
Per i brand
Video UGC per il tuo brand
Registrazione gratuita. Ricevi proposte dai creator e paghi solo per video.
Crea un account brando parla con il team
